Umanità della pena, diritto alla salute ed esigenze di sicurezza sociale: l’ordinamento penitenziario a prova di (contro)riforma.

in Giurisprudenza Penale Web, 2020, 5 – ISSN 2499-846X

I recenti provvedimenti della magistratura di sorveglianza a favore di alcuni detenuti c.d. “ostativi” hanno generato un clamore mediatico eccessivo, dato che si tratta pur sempre di decisioni giurisdizionali su casi concreti, che non possono trovare generalizzazioni né strumentalizzazioni politiche.

Ad ogni modo, tenuto conto della complessità delle questioni sottese, risulta quanto mai opportuno continuare ad occuparsi del tema, perché si è comunque in piena emergenza sanitaria da Covid-19, anche in carcere. In questa Rivista, si sono già forniti numerosi precedenti di merito, che hanno evidenziato alcuni orientamenti della magistratura di sorveglianza degni di nota.

L’obiettivo è quello di disvelare il maggior numero di informazioni possibili, a servizio della conoscenza, partendo direttamente dalla fonte, resa accessibile e pubblica.

Solo con un coordinamento di tutti i professionisti e con la massima condivisione della casistica (e dei principi di diritto in essa espressi) è possibile infatti sviluppare un ragionamento d’insieme, ad ampio raggio, sulle criticità del sistema penitenziario.

Come citare il contributo in una bibliografia:
V. Manca, Umanità della pena, diritto alla salute ed esigenze di sicurezza sociale: l’ordinamento penitenziario a prova di (contro)riforma, in Giurisprudenza Penale Web, 2020, 5