Accusa e difesa dinanzi al principio di preclusione (Tesi di laurea)

Prof. Relatore: Luca Marafioti

Ateneo: Università degli Studi Roma Tre

Anno accademico: 2013/2014

Il lavoro si è concentrato sullo studio della preclusione, strumento tecnico per un ordinato svolgimento del processo penale, volto ad evitare la ridondanza ingiustificata degli atti del procedimento e ad assicurare la certezza delle situazioni giuridiche.

Un istituto che nasce con l’intento di tutelare i diritti della difesa, ma che, a causa della mancanza di una esplicita e chiara previsione normativa, ha rappresentato un’arma insidiosa nelle mani di una giurisprudenza “creatrice” e non più interprete del diritto.

La contrapposizione tra l’interesse processuale all’accertamento del fatto, attraverso eccezioni e deduzioni delle parti, e quello alla rapidità, alla buona fede e all’economia processuale, rende necessario un continuo bilanciamento di interessi che nello svolgimento della tesi viene esaminato alla luce dei più recenti orientamenti dottrinari e giurisprudenziali.

A tal fine, vengono studiati prima gli effetti della preclusione sull’attività dell’accusa, poi le inevitabili ricadute dell’istituto sulla difesa dell’imputato. In particolare, ci si sofferma sull’efficacia preclusiva del provvedimento di archiviazione rispetto alla riapertura delle indagini preliminari e sulle conseguenze distorsive che tale efficacia ha sul trattamento processuale del soggetto destinatario dell’archiviazione.

Per quanto riguarda invece gli effetti dell’istituto sull’attività della difesa, snodo importante del lavoro è l’analisi del riflesso preclusivo del procedimento principale su quello incidentale. Così, attraverso lo studio del principio del ne bis in idem e l’analisi della ratio di importanti articoli del codice di rito, si cerca di riportare le posizioni giurisprudenziali mediane che meglio hanno conciliato, negli ultimi anni, le esigenze di un sistema processuale garantista ma pur sempre indirizzato verso la ricerca della verità.