L’Intelligenza Artificiale come ausilio alla standardizzazione del modello 231: vantaggi “possibili” e rischi “celati”.

in Giurisprudenza Penale Web, 2021, 1-bis – ISSN 2499-846X

Queste brevi riflessioni vogliono aprire un dibattito intorno all’utilizzo delle variabili algoritmiche come ausilio alla prevenzione dei reati presupposto nella responsabilità penale degli enti ai sensi del d. lgs. n. 231/2001.

Il contributo parte dall’idea di fondo secondo cui l’intelligenza artificiale possa essere un buon ausilio per addivenire alla standardizzazione dei modelli 231, specie nella fase prodromica e di commissione del reato, ma non nella fase decisoria, che resta strettamente ancorata alla presenza di un giudice-uomo che accerta e decide.

La variabilità algoritmica in sé potrebbe, inoltre, essere utilizzata non solo per giungere ad un modello matematico 231, quanto anche per far venire alla luce indizi di reato nelle aree di maggiore rischio.

Le riflessioni, ancora, cercano di indagare sulla possibilità di adottare, attraverso delle procedimentalizzazioni algoritmiche, unitari protocolli e codici di comportamento, le cui eventuali diversità potrebbero essere soltanto giustificate dalla altrettanto diversità delle aree di rischio.

Infine, alla luce delle nuove modalità di esercizio dell’impresa, il legislatore dovrebbe valutare l’opportunità di introdurre ulteriori e sempre più diversificati reati all’interno del catalogo già predisposto.

Come citare il contributo in una bibliografia:
R. Trezza, L’Intelligenza Artificiale come ausilio alla standardizzazione del modello 231: vantaggi “possibili” e rischi “celati”, in Giurisprudenza Penale Web, 2021, 1-bis