Modelli e sanzioni dell’Ente nel contrasto alla fattispecie penale del “caporalato”. Il superamento di un insostenibile vuoto normativo.

in Giurisprudenza Penale Web, 2021, 1-bis – ISSN 2499-846X

L’inserimento del delitto di cui all’art. 603 bis c.p. nel catalogo dei reati presupposto della responsabilità amministrativa ex D.lgs. n. 231 del 2001 ha imposto alle imprese l’adozione di un sistema di organizzazione prevenzionale interno, finalizzato a contrastare il rischio di condotte di sfruttamento e di approfittamento delle prestazioni lavorative, realizzate (anche) nell’interesse o a vantaggio dell’ente.

Tale rischio è correlabile trasversalmente a qualsiasi ente, a prescindere dal settore produttivo di operatività, che impieghi lavoratori in condizioni di sfruttamento, ovvero conferisca in appalto servizi ad imprese fornitrici senza aver attuato adeguate cautele.

La creazione di un sistema prevenzionale interno è destinata a porsi come necessaria condizione per le imprese che intendano connotare in senso etico le proprie relazioni interne e svolgere secondo modelli di legalità l’attività produttiva cui vengono preposte.

Come citare il contributo in una bibliografia:
F. Pisconti, Modelli e sanzioni dell’Ente nel contrasto alla fattispecie penale del “caporalato”. Il superamento di un insostenibile vuoto normativo, in Giurisprudenza Penale Web, 2021, 1-bis