Prevenzione della crisi e compliance 231: binomio irrinunciabile per la governance d’impresa.

in Giurisprudenza Penale Web, 2021, 1-bis – ISSN 2499-846X

Lo studio approfondisce, grazie anche alla ricognizione di contributi dottrinali e giurisprudenziali, i legami esistenti tra alcune novità del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (d’ora in avanti anche Codice o CCII) ed il D.Lgs. 231/2001 (d’ora in avanti anche Decreto) in tema di responsabilità amministrativa degli Enti.

In un quadro nel quale il CCII, come il Decreto, ha dichiarate finalità preventive, lo studio intende dimostrare che: i) le disposizioni e le procedure previste dal Modello di organizzazione, gestione e controllo (d’ora in avanti anche Modello o MOGC) sono supporto valido per la costruzione di adeguati assetti organizzativi previsti dalla novella del co. 2 dell’art. 2086 c.c.; ii) la compliance ex D.Lgs. 231/2001 (d’ora in avanti anche compliance 231) è strumento utile ai fini della tempestiva rilevazione della crisi d’impresa; iii) la compliance 231 e le procedure di allerta del Codice possono definire nuove proficue relazioni tra governance, organi di controllo societari e vigilanza; iv) la sinergia può giovare sia alla compliance 231, dunque alle buone prassi e all’esimente dalla responsabilità dell’ente, sia alle procedure di allerta del Codice, grazie al portato esperienziale di 20 anni di vita del Decreto.

Negli anni ’70 l’economista americano Larry E. Greiner ebbe il merito di collegare crisi e crescita dell’impresa. Le imprese, sostiene Greiner, crescono attraverso la capacità intrinseca di fornire risposte reali e tempestive alle crisi che inevitabilmente incontrano lungo il loro percorso evolutivo. Capacità vitale e fonte di competitività nel tempo.

Partendo da questa riflessione, lo studio analizza: i) i legami logico-funzionali tra i modelli del Decreto e gli assetti del Codice; ii) i collegamenti tra i rischi reato, le sanzioni ex Decreto e la crisi d’impresa; iii) il contributo della compliance 231 alla rilevazione della crisi d’impresa; iv) i rapporti tra compliance 231, controllo di gestione e procedure di allerta; v) la proposta di un Modello di prevenzione dei reati presupposto e della crisi.

In questi mesi di straordinario contesto emergenziale, la compliance 231 è vivacemente presente nella vita delle imprese. La principale motivazione risiede nella necessaria cautela con la quale occorre tutelare in primis la salute dei lavoratori dal contagio del virus e, di riflesso, la “salute” della funzione datoriale e dell’impresa in relazione ai possibili effetti indesiderati in termini rispettivamente di responsabilità civile e penale e di responsabilità amministrativa.

Con lo sguardo rivolto al prossimo futuro, la compliance 231, punto di riferimento degli adeguati assetti di cui al co. 2 dell’art. 2086 c.c. e delle procedure di allerta, potrà ricevere ulteriore spinta propulsiva, portare a soluzione alcune evidenti criticità di questi primi vent’anni di vita ed assumere la centralità che merita nella gestione d’impresa.

Come citare il contributo in una bibliografia:
R. De Luca, Prevenzione della crisi e compliance 231: binomio irrinunciabile per la governance d’impresa, in Giurisprudenza Penale Web, 2021, 1-bis