Decreto attuativo della Direttiva Whistleblowing: criticità nella definizione dell’ambito applicativo

in Giurisprudenza Penale Web, 2022, 12 – ISSN 2499-846X

Lo scorso 9 dicembre, dopo una lunga attesa, il Governo ha approvato lo schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva (UE) 2019/1937 riguardante la protezione delle persone che segnalano violazioni del diritto dell’Unione.

Nel presente contributo ci si sofferma su alcune criticità che emergono dal testo attualmente all’esame del Parlamento e che riguardano, in particolare, l’ambito di applicazione oggettivo.

Ai sensi dell’art. 1, che espressamente definisce tale ambito, e dell’art 2 co. 1 lett. a), b ed e), ove si contemplano, tra le altre, le definizioni di «violazioni», di «segnalazione» e di «informazioni sulle violazioni», l’ambito di applicazione oggettivo sembrerebbe individuato nelle segnalazioni di: violazioni di disposizioni normative nazionali o dell’Unione Europea, che ledono l’interesse pubblico o l’integrità dell’amministrazione o dell’ente privato, di cui si sia venuti a conoscenza in un contesto lavorativo pubblico o privato, commesse – o che, sulla base di elementi concreti, potrebbero essere commesse; nonché di condotte volte ad occultare tali violazioni.

E tuttavia, all’art. 3, pur sotto il titolo “Ambito di applicazione soggettiva”, il legislatore viene ad introdurre significative limitazioni all’oggetto delle segnalazioni nell’ambito privato, (ri)stabilendo una significativa, e a tratti difficilmente decifrabile, divaricazione tra la disciplina del whistleblowing nel settore pubblico e nel settore privato.

Come citare il contributo in una bibliografia:
S. Ventullo, Decreto attuativo della Direttiva Whistleblowing: criticità nella definizione dell’ambito applicativo, in Giurisprudenza Penale Web, 2022, 12