Il processo indiziario come “opera aperta”
in Giurisprudenza Penale Web, 2026, 9 – ISSN 2499-846X

Il contributo propone una rilettura del processo indiziario attraverso la metafora dell’“opera aperta”, muovendo dall’idea dell’indizio come segno che rinvia a un fatto ulteriore e che acquista significato probatorio soltanto attraverso la sua interpretazione e organizzazione all’interno di una ricostruzione complessiva.
Dopo aver ripercorso la genesi storica del paradigma indiziario, l’Autore ne analizza struttura e funzionamento nel processo penale, soffermandosi sul rapporto tra causalità, formulazione e falsificazione delle ipotesi, nonché sulle distinzioni tra indizio, sospetto, presunzione, congettura e prova. Particolare attenzione è dedicata alla disciplina dell’art. 192, comma 2, c.p.p., ai requisiti di gravità, precisione e concordanza e al procedimento di valutazione, che richiede dapprima l’esame dei singoli elementi e successivamente la verifica della loro complessiva capacità dimostrativa.
Ne emerge una concezione della prova indiziaria come procedimento inferenziale necessariamente aperto a spiegazioni alternative, ma destinato a “chiudersi” nella decisione attraverso una ricostruzione non soltanto logicamente coerente, ma anche fattualmente congruente, nel rispetto della regola dell’oltre ogni ragionevole dubbio.
Come citare il contributo in una bibliografia:
V. Pacileo, Il processo indiziario come “opera aperta”, in Giurisprudenza Penale Web, 2026, 9





