I valori bussola dell’Europa. L’articolo 2 TUE come norma autonoma e il mandato d’arresto europeo dopo Commissione c. Ungheria.
in Giurisprudenza Penale Web, 2026, 7-8 – ISSN 2499-846X

Con la sentenza Commissione c. Ungheria (Valori dell’Unione), C-769/22 (21 aprile 2026), la Corte di giustizia in seduta plenaria riconosce per la prima volta all’articolo 2 TUE portata normativa autonoma e carattere giustiziabile: i valori fondativi dell’Unione non sono più mera premessa programmatica della cooperazione, ma norma vincolante, la cui violazione «manifesta e particolarmente grave» può da sola fondare un ricorso per inadempimento.
Ne discendono riflessi diretti sulla cooperazione giudiziaria penale, e in particolare sul mandato d’arresto europeo.
La tesi è che questo accertamento autonomo non si limiti a rafforzare il primo dei due gradini del test Aranyosi/LM, ma apra la via a un esito più radicale: in prospettiva di sviluppo giurisprudenziale, la violazione dei valori potrebbe assorbire il secondo gradino, l’appartenenza al gruppo colpito valendo di per sé come individualizzazione del rischio, sino a divenire l’unico test applicabile.
Su questa base l’articolo propone l’ipotesi difensiva di fondare il rifiuto della consegna, per il tramite dell’articolo 1, paragrafo 3, della decisione quadro, proprio sulla violazione dell’articolo 2 TUE.
Come citare il contributo in una bibliografia:
N. Canestrini, I valori bussola dell’Europa. L’articolo 2 TUE come norma autonoma e il mandato d’arresto europeo dopo Commissione c. Ungheria., in Giurisprudenza Penale Web, 2026, 7-8






